Una giornata, quella del 24 ottobre 2026, destinata a lasciare un segno profondo nella vita sociale, civile, culturale e religiosa della provincia di Macerata. Le Acli provinciali hanno organizzato un importante incontro pubblico nella suggestiva cornice della sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti, per riflettere su un tema di vitale importanza: “La politica della Santa Sede per la pace”.

Le finalità delle Acli e l’impegno per il bene comune

Ad aprire i lavori è stato il presidente provinciale Acli, Ottorino Torresi, il quale ha illustrato come l’iniziativa nasca direttamente dalle finalità primarie dell’associazione: promuovere il bene comune, il benessere economico e la crescita umana, obiettivi che sono il frutto diretto della pace. Per ottenerla, ha ricordato Torresi, è necessaria la disposizione di tutti e di ciascuno al dialogo e al confronto, poiché la pace interiore di ogni uomo alimenta e incrementa la pace nella società e tra gli Stati.

La missione della Chiesa e l’azione sociale: i relatori

Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento di don David Malavè, dell’Ufficio pastorale e sociale del lavoro della Diocesi. Don Malavè ha ricordato che la pace è la missione fondante della Chiesa, perseguita nei secoli dalla Chiesa universale e dai testimoni fervidi di Cristo, principe della pace, indicando in San Francesco un testimone eccelso di questa vocazione.

A seguire ha preso la parola il prof. Marco Moroni, responsabile del Centro studi regionale Acli Marche, già prestigioso docente dell’Università di Ancona e storico tra i più autorevoli della regione. Portando la sua profonda conoscenza e la sua storica adesione ai valori associativi, Moroni ha ribadito che le Acli mettono la pace al centro della loro azione sociale. Per l’associazione, il “no” alla guerra coincide con un netto rifiuto della logica della deterrenza (“se vuoi la pace prepara la guerra”). Il paradigma delle Acli si fonda invece su due pilastri: “se vuoi la pace prepara la pace e costruisci una cultura di pace” e, poiché non c’è pace senza giustizia, “se vuoi la pace opera per la giustizia”, contrastando le disuguaglianze economiche e sociali e ogni forma di povertà.

Tradizione apostolica e prospettive storiche

La serie degli interventi è stata chiusa dalla magistrale lezione del prof. Stefano Testa Bappenheim, docente di diritto canonico ed ecclesiastico all’Università di Camerino. Unendo rigore scientifico e grande efficacia comunicativa, il professore ha mostrato, attraverso una ricca analisi e documentate testimonianze storiche, come la ricerca della pace sia stata un elemento costante e fermo, pur nelle avversità, dell’azione di ogni Pontefice e dell’intera tradizione apostolica.

Un dibattito ricco di spunti e le future pubblicazioni

L’incontro si è concluso con un vivace e ricco dibattito che ha permesso di spaziare attraverso i secoli: dai richiami al primo trattato di pace della storia, fino alle riflessioni su Sant’Agostino, Dante Alighieri e Petrarca, ricordando inoltre la storica partenza di San Francesco dal porto di Ancona (dove oggi un molo porta il suo nome) per la sua missione di pace nel Vicino Oriente.

Tutte le relazioni presentate durante la giornata costituiranno presto una pubblicazione dedicata, affinché le riflessioni emerse non vadano disperse. L’evento ha inoltre confermato, in maniera autorevole, il ruolo della biblioteca Mozzi Borgetti quale prezioso centro di propulsione culturale per tutto il territorio.