Macerata, 30/06/2026 – Si è concluso con successo il laboratorio intergenerazionale “Le Nostre storie per il nostro domani”, un momento di confronto strategico e inclusivo organizzato nato dalla collaborazione fra ACLI provinciali di Macerata e le ACLI regionali delle Marche, nell’ambito del progetto RADICI, come illustrato nella locandina. L’evento ha visto la partecipazione attiva di dirigenti, soci e volontari, uniti nel desiderio di rilanciare l’impegno associativo partendo dalle radici storiche per generare nuove prospettive di futuro.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente delle ACLI provinciali di Macerata, Ottorino Torresi, che ha definito l’associazione come un organismo vitale: “Perché una associazione vive solo se sa fare memoria, ma soprattutto se sa trasformare la memoria in ‘Energie generative per il domani’”. Torresi ha richiamato l’importanza del concetto di “Servizio”, inteso non come semplice attività organizzativa, ma come una scelta di vita: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di recuperare il senso del ‘Servizio’, che non è semplicemente ‘fare qualcosa’, ma è una scelta di vita associativa e civile”.

Il Vescovo di Macerata, S.E. Nazareno Marconi, ha offerto una profonda riflessione etica, evidenziando come il servizio sia la risposta concreta a un “dono ricevuto”. Sottolineando la necessità di integrare la cultura dei diritti con quella dei doveri e della responsabilità, il Vescovo ha indicato nelle ACLI un luogo privilegiato di alleanza generazionale: “Il compito delle ACLI non è conservare il passato o inseguire il presente, ma costruire un futuro nel quale il patrimonio ideale continui a generare bene comune dentro una società profondamente cambiata”.

Luigi Biagetti, Presidente regionale delle ACLI Marche, ha incoraggiato un rinnovamento nello stile di comunicazione: “Facciamo tantissime cose, ma ancora non le sappiamo raccontare!”, ribadendo come i principi fondanti debbano rimanere saldi pur nell’evoluzione delle modalità operative.

Su questo solco si è inserito Don Davide Malavé Direttore dell’Ufficio Diocesano per i problemi sociali e il lavoro, che ha ricondotto il servizio all’Amore: “La forma più alta dell’Amore verso gli altri è il servizio! Esso diventa una risposta concreta all’indifferenza e rende la persona più matura e consapevole”.

Paola Villa, dell’Ires Acli, ha tracciato la sintesi strategica basata sul modello del “poliedro”: una rete di territori autonomi in cui i circoli, superando la logica verticistica, diventano laboratori viventi. “Essere un poliedro significa accogliere la complessità: non cerchiamo l’uniformità, cerchiamo l’impatto sociale in ogni forma necessaria”, ha affermato, sottolineando come la storia associativa sia una “bussola che ci spinge a osare il cambiamento ogni giorno”.

 

Il cuore operativo: le proposte dai tavoli di lavoro

La parte centrale della giornata è stata dedicata al confronto diretto tra i dirigenti di circolo, coordinato da Stefania Battistoni, delegata alla formazione per Acli Marche. Dai lavori di gruppo è emersa la volontà di agire come una rete unita (“circoli assieme, non da soli”) orientata a una cultura della pratica: “partire, provare, imparare”. Le proposte concrete emerse per trasformare la visione in realtà includono:

Relazioni: Creare reti solide con professionisti (psicologi, educatori) e istituzioni (parrocchie, scuole, università).

Organizzazione: Rinnovare i direttivi e sistematizzare gli spazi di aggregazione, rendendo ogni circolo un “posto fisico” di riferimento per la comunità.

Comunicazione: Potenziare l’uso dei canali digitali (social e WhatsApp) per garantire contatti celeri e una narrazione costante delle attività.

Territorio: Promuovere scambi culturali intergenerazionali, portando l’esperienza ACLI nelle scuole e aprendo spazi di espressione per i giovani.

In conclusione, il Presidente Ottorino Torresi ha rimarcato l’impegno programmatico dell’Associazione, dichiarando: “Vogliamo essere le Acli della Prossimità, della Comunità e della Speranza concreta per le persone e i territori”.